Più che un ortaggio, il Basilico Genovese DOP va annoverato tra gli aromi. La sua coltivazione deve avvenire utilizzando ecotipi e selezioni autoctone della pianta aventi caratteristiche dettagliatamente descritte nel disciplinare di produzione che possono così essere riassunte: altezza da media a molto alta e portamento espanso o cilindrico, media densità del fogliame, forma della foglia ellittica, assenza o debole presenza di bollosità del lembo e incisioni del margine, piano della lamina fogliare piatto o convesso, assenza totale di aroma di menta, odore intenso e caratteristico. L’area di produzione comprende l’intera regione della Liguria. La sua coltivazione viene fatta sia in pieno campo che come coltura protetta (sotto serra). In quest’ultimo caso può essere fatta durante tutto l’anno. La commercializzazione del prodotto fresco avviene in mazzi piccoli (mazzetti) composti da 3 a 10 piante intere, o da mazzi grandi (bouquet) formati dall’equivalente di piante contenute in 10 mazzetti. Ha ottenuto la DOP nel 2005.
Il Basilico è stato introdotto in Liguria dai Romani che gli attribuivano proprietà curative. Coltivato soprattutto nel genovese, si è con gli anni diffuso in tutta la fascia marittima della regione.
Caratterizzato da un gusto e un profumo peculiare che lo distinguono da analoghe produzioni realizzate fuori Regione, il Basilico Genovese DOP è venduto fresco soprattutto nel territorio di produzione. Viene trasformato e commercializzato in tutta Italia e all’estero sotto forma di “Pesto alla Genoveseâ€.
tratto da: www.agriturist.it