Il Peperoncino calabrese è una specialità della cucina tipica calabrese, dal sapore
piccante, dal forte aroma, che viene usato per condire molte pietanze
come: la pasta, la pizza, melanzane ripiene, parmigiana, insalate e
tanti altri piatti. Nella cucina calabrese è raro trovare un piatto,
fresco o conservato, in cui non appaia, il peperoncino fresco o
essiccato e poi macinato, in dosi modiche o esagerate è sempre
presente.
La pianta è facile da coltivare e in
Calabria molte famiglie ne hanno una in casa su un balcone pronta
all'uso.
Franco Neri nelle sue performance a Zelig ha lanciato il peperoncino di Soverato, ma meriterebbe, invece, una attenzione maggiore quello di Satriano, coltivato negli orti o in apposite “graste†che adornano i balconi
delle case e, quando col finire dell’estate, la sua pianta cessa di dare
frutto, l’ultimo prodotto di stagione viene raccolto intorno ad un lungo filo e resta appeso ad essiccare al sole
lungo i muri che danno sui balconi delle abitazioni dove essi sono
maturati. In maniera che il peperoncino rosso di Satriano possa continuare ad adornare la
mensa dei satrianesi ancora nelle fredde e buie giornate d’inverno.
Il peperoncino calabrese ha forma a
corno, di colore rosso e viene esportato in tutto il mondo perchè
molto richiesto per le sue alte qualità aromatiche, terapeutiche e
non solo.
Unico vero e originale, lo si può
acquistare in diversi formati.
La Calabria è la regione che in Italia
consuma più peperoncino ed è anche la regione dove la fantasia dei
produttori si è sbizzarrita nella creazione di prodotti che si
intrecciano e si sovrappongono con quelli della tradizione. Il
peperoncino piccante, Capsicum frutescens, è un arbusto che cresce
molto facilmente nelle regioni tropicali. Produce frutti di forma
allungata o arrotondata che diventano rossi maturando, ma non si
addolciscono mai, al contrario dei frutti del Capsicum annum, ossia
il peperone.
Già sul finire del XVII secolo
numerosi viaggiatori stranieri che visitarono la Calabria scrissero
dell’uso tipico del peperoncino nell’alimentazione ed alcuni
ipotizzarono allora che il piccolo frutto piccante fosse stato
importato in questa regione dai Saraceni. In ogni caso le popolazioni
calabresi fin dal principio ne apprezzarono le qualitÃ
disinfettanti, il presunto potere afrodisiaco e di longevità , ma
prevalentemente venne usato nella conservazione degli alimenti,
soprattutto della carne.