Questa indicazione geografica è riservata a diverse varietà di fagioli Cannellino e Borlotto, noti localmente con denominazioni dialettali che fanno riferimento a una ventina circa di ecotipi locali. L’area di produzione comprende i comuni di Sarconi, Grumento Nova, Marsiconuovo, Marsico Vetere, Moliterno, Montemurro, Paterno, S. Martino d'Agri, Spiniso, Tramutola, Viggiano, tutti in provincia di Potenza. Il prodotto finito si presenta di forma ovale o tondeggiante e con un colore che va dal giallo pallido al bianco, con striature più scure. Il sapore è particolarmente delicato. I Fagioli IGP di Sarconi possono essere prodotti come baccelli verdi, da sgranare allo stato fresco, sia a piena maturità per la granella secca. Sia freschi che secchi sono molto apprezzati per la rapidità di cottura a prima acqua, cioè molto rapida. Le tecniche di coltivazione sono quelle tradizionali e variano a seconda dell’ecotipo di fagiolo utilizzato (tipi nani, rampicanti, ecc.). La resa in prodotto sgranato e secco è abbastanza bassa e varia da 1 a 2,5 tonnellate per ettaro a seconda del tipo di terreno e della varietà utilizzata. L’IGP è stata ottenuta nel 1996.
Diffusa in Italia a partire dal XVI secolo, la pianta del fagiolo ha trovato nei colli che sorgono attorno al comune di Sarconi un territorio particolarmente vocato alla coltivazione. Praticata all’inizio per l’autoconsumo, a partire dalla seconda metà del 1900, questa coltura ha assunto una discreta importanza economica.
Prodotto in buone quantità e ben conosciuto dagli intenditori, il Fagiolo di Sarconi IGP segue canali commerciali che ancora non toccano la grande distribuzione. Entra in molte preparazioni gastronomiche regionali.