Il Fagiolo di Saluggia, è una varietÃ
autoctona della zona, coltivato nell'omonimo comune in provincia di
Vercelli ed in alcuni comuni limitrofi e viene raccolto tra settembre
e ottobre.
Il fagiolo di Saluggia è prodotto da
una varietà selezionatasi, nel tempo, in zona, grazie ad un insieme
di fattori climatici, pedologici che ne determinano le
caratteristiche e lo distinguono da prodotti di cultivar similari.
La pianta è di taglia nana, di ciclo
medio precoce. Il seme è di tipo compresso, reniforme con striature
rossastre e con tegumento esterno particolarmente sottile.
Viene tradizionalmente venduto come
prodotto secco.
Il fagiolo di Saluggia ha un consumo
legato tradizionalmente al periodo invernale, pertanto viene venduto
normalmente entro il mese di marzo-aprile dell’anno successivo alla
raccolta.
La raccolta dei fagioli avviene
normalmente fra il 1 settembre ed il 10 ottobre, a seconda
dell’andamento stagionale e della data di semina. Avviene
meccanicamente, con un primo passaggio con macchina estirpatrice,
secondo passaggio con andanatrice munita di nastro che accoppia le
file e successiva trebbiatura.
Dopo l’essiccazione, si effettua la
prima pulitura, al fine di separare dal prodotto le impurità più
grossolane, siano eventuali corpi estranei (pietre, terriccio), siano
parti del prodotto non lavorate (baccelli interi, porzioni di stelo
della pianta).
Si provvede, quindi, ad insaccare il
prodotto in contenitori di materiale traspirante, successivamente
chiusi, ed a stoccarlo in magazzini asciutti e ventilati.
Quando il prodotto è destinato alla
vendita diretta al consumatore, si procede con una seconda pulitura
che permette di togliere le rotture ed i fagioli non perfettamente
maturi. Prima del confezionamento si procede, poi, ad una ulteriore
cernita manuale.
La presenza e la coltivazione del
fagiolo a Saluggia risalgono a tempi antichissimi, fatto documentato
da studi storici locali.
Tratto da www.saporidelpiemonte.it