I Capperi sono i bottoni floreali di un arbusto tipico delle regioni mediterranee. Diffuso in molte Regioni del sud Italia, il Cappero di Pantelleria IGP è quello che viene raccolto e lavorato esclusivamente nell’isola omonima, in provincia di Trapani. Esternamente si presenta globoso, raramente oblungo, di colore verde tendente al senape e con un diametro che va dai 6 ai 14 millimetri. L’aroma è intenso, forte e penetrante. La sua coltivazione si adatta particolarmente alla conduzione familiare e di fatto è spesso portata avanti part-time. La pianta è poco esigente sia in termini di cure colturali, sia di apporti idrici. Nell’isola di Pantelleria il terreno di origine vulcanica e la ricchezza di ferro presente nel suolo giocano un ruolo di primo piano nel conferirgli il particolare aroma e la tipica consistenza che lo distinguono dalle produzioni provenienti da altri territori italiani e non. La raccolta dei capperi è di tipo scalare e viene ripetuta a intervalli di 5 giorni. Il prodotto finito viene commercializzato fresco, sotto sale, sotto aceto e, raramente, sott’olio. Ha ottenuto l’IGP nel 1996.
Conosciuto dai tempi dei Greci e dei Romani, le prime notizie certe sul suo utilizzo alimentare risalgono al 1600. Nell’isola di Pantelleria il Cappero ha trovato un habitat ideale, facendogli conquistare nel tempo sempre più importanza come pianta da reddito.
Prodotto in alcune migliaia di quintali, il Cappero di Pantelleria IGP gode di meritata fama non solo in Sicilia. E’ presente come ingrediente indispensabile in molte preparazioni gastronomiche tipiche del sud Italia.