Il Carciofo Spinoso di Sardegna, che ha
ricevuto il riconoscimento della denominazione DOP nel 2010, è
prodotto in alcuni comuni delle province di Cagliari,
Carbonia-Iglesias, Medio Campidano, Oristano, Nuoro, Ogliastra,
Sassari, Olbia-Tempio.
Si caratterizza per la limitata
astringenza, il sapore gradevole, conferito dall’equilibrata
sintesi di amarognolo e dolciastro, per la tenerezza della polpa che
ne favorisce il consumo allo stato crudo.
Altre peculiarità sono la ricchezza in
polifenoli e altri elementi nutritivi e livelli di sodio e ferro
particolarmente contenuti.
La produzione, la cultura del carciofo
ed il suo legame con il territorio trovano le radici sin dal periodo
dei Fenici ed arriva fino ai nostri giorni, dove rappresenta una
delle economie cardine dell’agricoltura isolana. Testimonianze
scritte della presenza del carciofo in Sardegna sono riscontrabili
già nella seconda metà del XVIII secolo.
Dai primi decenni del ‘900 si assiste
ad un importante rinnovamento dell’agricoltura isolana e si passa,
anche per il carciofo, da una produzione destinata all’autoconsumo
ad una produzione specializzata, orientata verso i mercati di consumo
nazionali ed internazionali. Ed è in questo periodo che si diffonde
la notorietà del Carciofo Spinoso di Sardegna e il suo forte legame
con l’isola.
Nella tradizione prevale la cottura in
umido, in olio extra vergine d'oliva, aglio, prezzemolo e una leggera
spuntata di timo; si combina con tanti piatti di carni, ovine e
caprine, in particolare con minestre asciutte e di riso, o in zuppa
con leguminose, ma su tutte emerge l'accostamento alle patate gialle
di montagna.
Tratto da www.agraria.org